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Itinerario a Monte Isola, la perla del Sebino

Di Monica Salgueiro Saraiva, Alias Crackita, travel blogger

Dalle acque blu scuro del Lago di Iseo (Sebino per i più nostalgici) sorge Monte Isola, dal 2017 inserita nella guida “I Borghi più belli d’Italia” è l’isola lacustre più grande del Bel Paese e la più alta in Europa. Con un’area complessiva di 12,8 km² e i suoi 1.698 abitanti, si posiziona in centro al lago dividendolo: a est territorio Bresciano, a ovest Bergamasco.

Questo luogo silente, privo di automobili, è ideale per chi cerca la quiete.

Monte Isola. Ph. Monica Salguiero Saraiva

Come arrivare:

Monte Isola è raggiungibile h24 con il traghetto che collega l’imbarcadero di Sale Marasino Carzano sul Monte Isola o con quello che da Sulzano porta a Peschiera Maraglio; in entrambi i casi, la tariffa è di €2,10 con un eventuale supplemento bici di €2,60. 
Da Iseo a Peschiera Maraglio le corse sono solo diurne e la tariffa è di €3,10 restando invariato il supplemento bici.
Per orari e tariffe vi consiglio di consultare il sito http://www.navigazionelagoiseo.it/

Il mio suggerimento di percorso:

Approdando sull’isola dal porto di Carzano percorriamo l’unica strada che porta a Peschiera Maraglio. Subito ci imbattiamo nell’incantevole chiesa di San Giovanni Battista e la sosta è obbligatoria! Questa piccola costruzione barocca risale alla prima metà del Settecento e il suo interno è notevole.

Proseguiamo sulla strada in riva al lago priva di abitazioni ma, in compenso, costeggiata da ulivi e ornata da piccoli alberi Taxodium, piantati recentemente lungo la costa. Originarie degli Stati Uniti (importate in Europa per la prima volta nel XVII sec) sono estremamente longeve arrivando ai 1.000 anni, raggiungendo anche i 30 metri di altezza. 

Dopo una quarantina di muniti di passeggiata arriviamo a Peschiera Maraglio, un tempo abitata quasi interamente da pescatori e artigiani delle reti da pesca. Oggi è il luogo più turistico dell’isola. Se desiderate acquistare qualche souvenir vi consiglio di dare un’occhiata al negozio artigianale Bresciareti al civico 165.

Monte Isola, Peschiera Maraglio. Ph. Monica Salguiero Saraiva

Proseguendo la strada lungo il lago, giriamo l’angolo entrando in località Sensole. Essendo ora di pranzo, ci possiamo fermare alla trattoria “Ai Tre Archi”. Ve la consiglio sia per il menù che per la gentilezza dello staff. Vi suggerisco l’antipasto di lago e, se amate sperimentare, le sardine di lago. Sappiate che sono estremamente saporite perché passano dalla salatura all’essiccazione prima di essere messe sottolio. 

Riprendiamo la strada verso ovest ed ecco il ricordo di Floating Piers, un’installazione artistica temporanea realizzata nel 2016 dell’artista Christo, recentemente scomparso, concepita come una passerella fluttuante che collegava l’isola alle sponde del lago d’Iseo per una lunghezza totale di 3 chilometri.

La strada di Sensole si srotola tra gli ulivi, in una pace ineguagliabile. Lungo in cammino noterete di qualcosa di meraviglioso: “Gatti al Sole”, un rifugio paradisiaco per gatti. La colonia esiste da circa 20 anni. I piccoli sono curati da volontari e da una veterinaria amorevole. 

Crackita a Monte Isola. Ph. Monica Salguiero Saraiva

Dal golfo potete ammirare la bellissima isola di San Paolo, proprietà privata della famiglia Beretta dal 1916. Pare che un tempo l’isola fosse raggiungibile a piedi, in alcuni periodi dell’anno.

Arriviamo in cima, dove inizia la sponda bergamasca e la vista è mozzafiato.

Ph. Monica Salguiero Saraiva

In questo meraviglioso belvedere potete ammirare le macine in pietra dette “molazze” appartenenti al primo frantoio in pietra per la spremitura a freddo delle olive di Monte Isola, funzionante nella frazione di Siviano dall’anno 1957 al 1962. A seguito della chiusura de

l frantoio, mentre le macine venivano portate alla terraferma per essere vendute, sono cadute affondando nel lago; recuperate nell’anno 1996 dal Gruppo Sub di Monte Isola furono poi donate al Comune che le ha qui esposte nel 2017.

Macine di Siviano – Ph. Monica Salguiero Saraiva

Arriviamo a Menzino dove, fra le grandi case di pietra spicca un malandato palazzo, fortunatamente in fase di ristrutturazione. Quest’edificio seicentesco – Palazzo Zirotti – fu donato al Comune all’inizio del ‘900 dalla proprietaria Gianna Zirotti Richieri, completamente arredato con ambulatorio e attrezzature mediche, per istituire una condotta medica autonoma, allora inesistente sull’isola. Da allora questa casa divenne per gli abitanti “la cà dèl dutur”.

Poco più avanti, si trova un piccolo gioiello che, nell’avvicinarvi, vi farà sentire un personaggio dei libri di Jane Austen: la Chiesa di San Carlo, fatta costruire a seguito di un voto dopo l’epidemia di peste del 1630. 

Dalla stradina in salita che la costeggia sul lato interno dell’sola, si arriva al castello Oldofredi, costruito nel XIV secolo su di uno sperone roccioso rivolto sulla sponda bergamasca, da dove era possibile controllare tutto il lago.

Proseguendo, arriviamo a Siviano e alla chiesa dei Santi San Faustino e Giovita, dedicata ai Santi Martiri bresciani, edificata nel XVI secolo fu ricostruita fra il 1735 e il 1754. Benedetta nel 1759 e consacrata definitivamente nel 1946.

Appena svoltiamo l’angolo ci si presenta la vista sull’isola di Loreto. Questa meraviglia di castelletto fu fatta costruire da Vincenzo Richeri, capitano di vascello nella Regia Marina e dalla sua sposa la Signora Giannina Zirotti di Sale Marasino (già sopra menzionata) nell’anno 1910.

Ph. Monica Salguiero Saraiva

Continuiamo la discesa ed eccoci nuovamente a Carzano, palco della quinquennale Festa di Santa Croce:un’antica tradizione dove, per 4 giorni, tra il sacro e il profano, il paese si adorna di magnifici fiori di carta realizzati manualmente dagli abitanti. Il ol festù del deaol (il festone del diavolo) così chiamata dai “dirimpettai” di Sale Marasino per sottolineare lo sfarzo ritenuto un tempo eccessivo rispetto alle possibilità dei pescatori, è una festa attesa e famosa in tutto il Sebino che richiama migliaia di turisti. L’appuntamento previsto per settembre 2020 è stato rinviato al 2021. 

A presto, un bacio dalla vostra Crackita!

2 commenti su “Itinerario a Monte Isola, la perla del Sebino”

  1. Ci sono stata la primavera dello scorso anno, sembra un posto incantato che si è fermato nel tempo!
    Non ho assaggiato le sardine di lago però quindi dovrò per forza rimediare e tornarci! Grazie per i preziosi consigli.

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