Val di Vara, la terra del consumo consapevole

Sabrina Barbante, travel blogger e co-fondatrice di Resta a Casa – Viaggia in Italia, ci racconta la Val di Vara, dove un altro mondo e modo di vivere, consumare, produrre è già possibile.

La Val di Vara è l’Altra Liguria, come dice il payoff territoriale. Se siamo legati all’immaginario delle Cinque Terre e dei meravigliosi territori a strapiombo sul mare della Liguria, qui possiamo ribaltare il nostro immaginario pur restando a pochissimi chilometri da Cinque Terre e Sestri Levante e godere di un luogo di fitta vegetazione, natura imponente e notti di lucciole (non scherzo, nel nostro blog tour #RestaACasa – Viaggia in Italia ci siamo davvero trovati di notte circondati da migliaia di lucciole).
Persino Miriam Chilante, la travel blogger meno wildlife d’Italia, ci ha spiegato perché la Val di Vara metterà a seria prova ogni tua certezza (e si sa che a noi viaggiatori le certezze non sono mai piaciute).

Prima di parlarti, negli ultimi due paragrafi, delle bellissime attività che un viaggiatore può fare in Val di Vara, ti racconto del suo biodistretto produttivo e di come questo territorio potrà cambiare per sempre il tuo approccio al consumo.

Sabrina Barbante in Val di Vara
La Val di Vara offre paesaggi incantevoli da fotografare – ph. Francesca Giagnorio

La Val di Vara, dove un altro mondo è già possibile

Dagli anni Novanta, quando orde di persone che qualcuno chiamava No Global urlavano che “un altro mondo è possibile”, qui un mondo e un “modo” possibile lo hanno messo in atto per davvero, convertendo buona parte della produzione in biologico e credendo per primi nel senso stesso di consumo a chilometro zero.

La sfida territoriale del biologico è iniziata in Val di Vara nel 1999, nella città di Varese Ligure, che ottenne per prima (in tutta Europa) la certificazione di qualità Ambientale.

Da qui, nascono le oltre 100 aziende biologiche che sposano la gestione sostenibile delle risorse e la promozione del territorio nella loro mission aziendale e che ha portato alla costituzione del Biodistretto della Val di Vara.

Venire qui comporta non solo mangiare bene (perché il bio e il km zero è comunque un’esperienza di gusto diversa da tutto ciò cui siamo abituati). Poter osservare la ritualità legata agli allevamenti estensivi, i tempi lunghi di crescita e maturazione di qualunque cosa finisca nel nostro piatto, ci aiuta a riappropriarci del senso di ritualità che è giusto sia legata al cibo, a quello che mangiamo e diventa parte di noi.

Allevamento Cuccaro Club
Allevamento Cuccaro Club. Ph. Miriam Chilante

Di questa ritualità e di questi tempi lunghi e sacri (per quanto molto dispendiosi e bisognosi di fatica e dedizione) ne abbiamo parlato direttamente con diverse aziende agrituristiche locali.

Venendo in questo territorio, soprattutto con bambini e adolescenti e mettendoti in reale contatto con queste realtà imparerai la concreta differenza di sapori legati ad allevamenti estensivi e lenti rispetto ai sapori industriali.

Il cibo ha un valore, non solo un prezzo. Saper dare il giusto valore oltre che il giusto prezzo è il primo passo per migliorare le nostre scelte di consumo sempre, non solo in viaggio, non solo nella valle del biologico.

Dove mangiare cibo biologico e a km zero della Val di Vara: alcune tappe

Ravioli ripieni fatti in casa al Cuccaro Club. Ph. Miriam Chilante

Ma veniamo a una cosa che interessa a voi viaggiatori che adesso state per entrare nella magica Val di Vara. Dove poter assaggiare ottimi piatti a km zero e a produzione biologica? Ecco il mio elenco (in cui ovviamente troverai anche ottime opzioni vegetariane e vegane).

L’Antica locanda della Luigina
Nella frazione di Mattarana, sulla via principale, si trova l’Antica Locanda Luigina, un posto che raccoglie anni di storia territoriale.
Presidio di Slow Food, il suo menu è ricco di scelte bio, IGP e vino DOP di produzione locale e offre un menu anche vegano che si fatica a trovare in qualunque altra parte d’Italia.

Hanno anche delle deliziose camere per l’accoglienza e la colazione è fatta di prodotti da forno home made, pane fresco e yogurt biologico (ovviamente).

Filo di Paglia
Il Filo di paglia è una casa costruita in paglia e terra cruda, tecnica di bioedilizia che rende le temperature interne gradevoli tutto l’anno, abbassando l’impatto di condizionatori e riscaldamenti.
La casa è circondata da una tenuta con energie fortissime, boschi e querceti secolari, per non parlare delle stalle con vitellini e mucche che puoi anche mungere, assistita dai gestori di questo luogo magico.
Anche questa è anche struttura ricettiva.

Cuccaro Club
Il Cuccaro Club, località Suvero, è circondato da una fitta pineta e aree di pascolo con mucche bellissime e sane. Oltre a cibarti con pasta fatta in casa dalla nonna che non sa che cosa vuol dire “un assaggino”, ti potrai coccolare in una piscina riscaldata (ovviamente a biomasse).

La Vite Rossa
Cenare qui sarà come cenare a casa di vecchi amici, amanti degli animali e delle piante selvatiche.
Qui ho imparato che un tuorlo d’uovo può anche essere impanato (hanno inventato un antipasto del quale vado matta, cioè il crostone con tuorlo impanato su formaggio e erbette).

Che cosa fare in Val di Vara

Va da sé che non si viene in Val di Vara solo per mangiare. Ma una bella mangiata e bevuta di vino biologico dopo una giornata di turismo active e outdoor è di certo una soddisfazione non trascurabile, vero?

Allora puoi fare come noi che, appena arrivate, ci siamo fatte gettare nel fiume da e con Rafting Liguria.
Se ce l’abbiamo fatta noi (Io, Miriam e Francesca, insieme al famiglia con bimbo di Miriam) può farcela chiunque.
Ti è mai capitato di trascorrere due ore senza telefono… e non sentirle?
Pagaiando e andando incontro alle correnti e fermandosi quanto basta per osservare le montagne, sentire l’acqua e sentire persino di essere parte di un tutto organico è un’arma di distrazione di massa dall’epoca dei byte.
Ma niente paura, le foto le avrai lo stesso perché ci sono membri dello staff che, fingendo di speronarti con il loro gommone, ti faranno bellissime foto ricordo. L’attività è adattissima anche ai neofiti.

Questa è anche zona di canyon dove è possibile fare canyioing e biking. Sono molte le strutture che mettono a disposizione bici con pedalata assistita adatte per i territorio montagnosi (tra queste, l’Antico Cornio).

Ovviamente questa è zona perfetta per il trekking sia dolce che avanzato e per semplici passeggiate nel verde. Le aree circostanti il Cuccaro Club, menzionato nel precedente paragrafo, sono impreziosite da foreste di pini altissimi e colline che portano a pascoli e a viste mozzafiato che arrivano fino al mare (da qui, foschia permettendo, puoi vedere le coste della Corsica).

Passeggiata nei Borghi rotondi

Altra peculiarità di questa valle, i suoi borghi. Sono a pianta rotonda per questioni storiche di tipo difensivo e territoriale (sorgono tutti sulle cime di colline e montagne).
Camminare per questi borghi, come Carro, Brugnato o la già menzionata e meritevole Varese Ligure, dà la sensazione di essere avvolti dalle mura di cinta e dalle piante circolari. Il borgo rotondo fa sentire abbracciati dalle case e dalle strade.
Altra peculiarità di questi borghi così piccoli è lo street design condiviso e creato dagli abitanti del luogo, che sistemano con dovizia gerani e piante di vario tipo nelle vie del paese, come fossero parte delle case private.

E in fondo, è proprio così: le nostre strade sono anche le nostre case. Questa, un’altra lezione che impari in Val di Vara.

Scopri tutta la nostra Val di Vara nelle storie in evidenza della gallery Instagram di Resta a casa – Viaggia in Italia.

Grazie al Consorzio Turistico della Val di Vara per essere stato nostra guida in questa terra.

Essere una guida turistica ai tempi del Covid-19

Intervista di Emanuela Stampacchia, travel blogger, a Erika Chiappinelli.

Che cosa vuol dire essere una guida professionista certificata in Italia, prima e dopo il Covid-19?

Ciao Erika, grazie innanzitutto per quest’intervista per il progetto RestaAcasa -Viaggia in Italia. Presentati brevemente ai nostri lettori.

Salve a tutti, sono Erika Chiappinelli, una guida turistica abilitata della Regione Campania in inglese tedesco e olandese. Sono nata e vivo a Napoli e sono innamorata della terra in cui vivo.  

Come lavora, normalmente, una guida turistica? Nel senso, quanto tempo impegni con tour organizzati da agenzie  e quanto da percorsi organizzati da te?

Dipende. Da un paio di anni, e soprattutto nel 2019, ho dedicato più tempo ai tour organizzati da me e alla mie pagine sui social. Generalmente i tour organizzati da me si svolgono nel fine settimana e, per tutto l’anno, mentre con le agenzie lavoro soprattutto da marzo/aprile a ottobre e, soprattutto in inglese e tedesco. In questo periodo dell’anno, in genere, la casa si vede soltanto per tornare a dormire. Per tutta la giornata noi guide abbiamo l’immensa fortuna di avere un ufficio itinerante con vista golfo di Napoli, costiera amalfitana, scavi archeologici o anche musei. A me piace molto variare, quindi cambio “ufficio” ogni giorno, anche perché spesso sono la guida di un gruppo per tutte le escursioni che fanno in Campania e quindi per una settimana, ad esempio. Per questo motivo, la quarantena durata due mesi e mezzo, è stata abbastanza pesante. Ho avuto modo di dedicarmi ad approfondimenti, studio, di aggiornare le pagine sui social ma, non è la stessa cosa. Il lavoro vero e proprio, in strada, mi manca tantissimo. 

Essere una guida turistica ai tempi del Covid-19. A parte lo stop e il non poter uscire, cosa è davvero cambiato in questo periodo? E quali sono i timori che sono subentrati?

ph. Erika Chiappinelli

Abbiamo i timori che hanno tutti i lavoratori senza un contratto fisso, e tutti quelli che sono “imprenditori di sé stessi”: perdere i propri clienti, non avere introiti per lungo tempo… Per quanto mi riguarda questa fase deve essere utilizzata per ripensare al turismo, in un altro modo. Il virus ci ha detto chiaramente che il turismo di massa non porta a nulla di buono. E ci ha detto anche che, se usciamo di casa e ci guardiamo un po’ intorno, non c’è bisogno di prendere un volo e fare ore e ore di viaggio per scoprire un patrimonio naturalistico e storico-culturale senza eguali. Siamo fortunati a vivere in Italia, da questo punto di vista. Questo non vuol dire che non si deve viaggiare più, viaggiare è indispensabile, perché permette di confrontarsi con altre culture e apre la mente. Ma credo che, alla fine di tutta questa storia, siamo invitati a una riflessione. Non sottovalutiamo le meraviglie che abbiamo a portata di mano. Se c’è una cosa che mi preoccupa più delle altre è che questa storia non ci abbia insegnato niente. La preoccupazione più grande è che torni tutto come prima, che torni tutto ad un turismo scellerato che non si preoccupa della cura del territorio. Questa è una paura che mi affligge da tempo.  

Da guida turistica, come hai vissuto la quarantena? Cosa hai fatto per non perdere il contatto con la città e con il territorio che tanto caratterizza il tuo lavoro?

Napoli, Galleria Umberto I. ph. Erika Chiappinelli

Ho studiato. Ho pubblicato sui social delle rubriche con video sugli antichi egizi, sulle pedamentine e sulle strade di Napoli. Ma, ripeto, è un surrogato molto “mediocre” per noi. Non ripaga. Non solo economicamente ma, soprattutto emotivamente. Il digitale, per quanto mi riguarda, non potrà mai sostituire il contatto umano con le altre persone, nè tantomeno con i luoghi. Chiedere ad una napoletana di rinunciare a “toccare” la propria città è qualcosa di innaturale. Una delle cose che mi mancava di più, durante la quarantena, era toccare il tufo. 

Uno dei tuoi grandi successi, è il tuo tour dedicato agli Egizi a Napoli. Come pensi cambierà e lo riorganizzerai post Covid?

Questa è una bella domanda. Cambierà, per forza, perché non si possono creare assembramenti e di certo cambierà il numero massimo di partecipanti. Noi guide della Campania, per ora, non abbiamo ancora ricevuto delle linee guida dalla Regione e dai musei, quindi, per potermi regolare, aspetto ancora un po’. Forse, all’inizio, sarà meglio proporre delle passeggiate all’aperto, come i trekking urbani per le pedamentine, che mi piacciono molto e che ho proposto molto spesso in passato. 

Mi auguro però, di poter ricominciare, al più presto, anche con tour guidati nei musei e negli scavi archeologici! 

Grazie Erika per quest’intervista. Noi ti auguriamo di poter tornare presto a raccontare Napoli e la tua terra con l’amore di chi ci è cresciuto e di chi come te, fa questo lavoro con passione e dedizione ogni giorno.

Tutti i tour di Erika Chiappinelli li trovate sulla sua pagina Facebook

Cosa possiamo fare per far ripartire il turismo in Italia

ragazza mora di spalle panorama_cosa posso fare per il turismo in italia

Cosa possiamo fare per far ripartire il turismo in Italia, da semplici cittadini? Ecco alcune risposte da chi lavora da anni nel settore. 

Quando abbiamo pensato al progetto Resta a Casa – Viaggia In Italia, tutto è partito da una riflessione molto semplice e diretta: questa situazione rischia di far tracollare il comparto del turismo, a partire dalle piccole e medie realtà aziendali e territoriali che negli ultimi anni hanno investito tanto, forse tutto, e adesso avrebbero dovuto raccoglierne i frutti. 

Noi che lavoriamo a contatto con i tour operator di tutta Italia e del mondo dobbiamo fare qualcosa, possiamo prendere le competenze in campo di narrazione di viaggio acquisita in giro per il mondo, negli anni, e riportare tutto a casa. 

In queste settimane di lockdown ci siamo confrontate con diversi operatori del comparto turistico con i quali siamo venute a contatto negli anni e ci siamo fatte indicare da loro una serie di azioni, piccole ma indispensabili, che i cittadini possono fare per dare una mano concreta al turismo in Italia. 

Prima di partire con questo elenco, ricordiamo che il turismo è di interesse non solo per chi ama viaggiare: il turismo, se ben gestito e vissuto in ottica etica e sostenibile, è ciò che aiuta i territori ad essere più belli, le città a migliorarsi, i piccoli negozi a guadagnare e l’economia a girare. 

La salute del turismo non interessa solo chi viaggia o ama viaggiare. 

Ecco cosa possiamo fare tutti per aiutare il turismo in Italia 

come far riprendere il turismo in Italia
ph. Dominic Dancs

Affidiamoci a tour operator locali anche per vivere attività particolari nel nostro territorio. 

Il 2020 non è solo l’anno della pandemia. È anche l’anno della riscoperta delle proprie città e dei propri territori. Per farlo, non limitiamoci a farci una passeggiata e andare al mare o nei boschi, ma affidiamoci ai tour operator locali affinché, da esperti, possano indicarci soluzioni e itinerari che noi ancora non conosciamo.
Loro, i professionisti del settore, saranno in grado di farti riscoprire aspetti della tua “casa” che non conoscevi e ai quali non avevi mai pensato. 

Viaggiamo con la nostra famiglia 

Compatibilmente con le tue possibilità, porta la tua famiglia, anche allargata, con te.

Dopo mesi lontani dagli affetti più cari, regalarci un viaggio con i nostri congiunti è un regalo che facciamo a noi stessi, a loro e anche al comparto turistico. Sono molti i tour operator che stanno facendo sconti molto interessanti proprio per gruppi medio piccoli di persone. 
Lo fanno perché accogliere cinque persone è più sostenibile che accoglierne due e organizzare attività con gruppi famigliari comporta loro meno problemi pratici che organizzarli con gruppi di estranei, anche alla luce delle linee guida del governo sulla messa in sicurezza delle attività turistiche. (Ovviamente, la famiglia può essere quella biologica o quella che ci scegliamo noi nel corso della vita). 

Facciamo almeno un pernotto 

vista hotel costiere amalfitana
ph. Miriam Chilante

Regaliamoci un approccio più “slow” al viaggio. 

Anche per le gite fuori porta più brevi e a pochi chilometri da casa, scegliamo di restare più di 24 ore in una destinazione.
Non solo perché ci stressa di meno come viaggiatori ma soprattutto perché è più sostenibile per il l’industria turistica e per la vita e il benessere dei territori che visitiamo. 
Un turista che scende da un bus, visita una città e va via non approfondisce, fa solo qualche foto, mangia e produce rifiuti e poi va via, senza lasciare niente. 

Acquista artigianato locale 

Se vogliamo davvero riprenderci dopo la pandemia, la produzione fast non può più essere una nostra scelta di acquisto. Una calamita made in chissà dove, chossà come e da chi non può più essere il ricordo che portiamo a casa.
Questi consumi non fanno che impoverire le produzioni qualitativamente migliori, eticamente sostenibili. Le scelte di acquisto della produzione di scala impoveriscono noi. 

Non dimentichiamo mai che ogni singola persona può fare la differenza


Per fare quanto sopra, è necessario tenere sempre a mente che ogni nostra scelta di acquisto e consumo fa la differenza sul benessere del turismo, del commercio e di noi stessi. 

Forse stai leggendo questo articolo da uno smartphone che costa più di 600 euro, sei davvero certo che acquistare una gonna di manifattura artigiana di 80 euro ti impoverisca di più che acquistare un capo da 5 euro da una grande catena di fast fashion? 

Niente sarà più come prima; se lo fosse, avremmo fallito tutti. 

Il Cammino naturale dei parchi, da Roma all’Aquila il futuro del turismo è nei percorsi all’aria aperta

itinerari a piedi lezio e abruzzo

di Arianna, travel blogger

Se “tutte le strade portano a Roma”, il Cammino naturale dei Parchi è un percorso all’aria aperta che porta dalla città eterna alla scoperta della natura e della cultura dei borghi del Centro Italia.

Il “Cammino naturale dei parchi” nasce nel 2016 e costituisce oggi un valido esempio di turismo sostenibile di prossimità ed una occasione per un viaggio adatto a tutti.

Le tappe del cammino sono 25 ed attraversano ben quattro parchi regionali ed un parco nazionale. 

Il cammino è pensato per essere percorso con una tappa al giorno, per venticinque giorni, per un totale di 430 chilometri

Il cammino è organizzato anche su base settimanale, sono infatti previste delle tappe particolari in punti di snodoserviti dai mezzi pubblici.

Il Cammino naturale dei Parchi è quindi pensato come un percorso modulare, che si adatta a qualsiasi tipo di camminatore.

La Via Appia antica, camminare tra storia e natura

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Via Appia Antica. Ph. Dritto per dritto

Camminare ti apre la mente, hai molto tempo da passare “con te stessa” e per apprezzare le piccole cose come l’aria pura e la natura.

Ma questo non è un cammino all’aria aperta come tutti gli altri, perché è un percorso che inizia da una delle vie più importanti ed antiche del mondo, la Via Appia.

Con i suoi 2.300 anni di storia la Regina Viarum nel suo antico splendore raggiunse la lunghezza di circa 540 chilometri, partendo da Roma ed arrivando al porto di Brindisi.

Oggi la via Appia Antica è un bene tutelato così come il territorio limitrofo dal Parco Regionale dell’Appia Antica.

Percorrere la Via Appia, lastricata con grandi lastroni di basalto poligonale e fiancheggiata da antichissime ville e monumenti, riporta con lentezza indietro nel tempo. 

Questo parco urbano in pieno centro città è caratterizzato anche da forte biodiversità. Alcune tappe del Parco dell’Appia Antica ospitano infatti il passaggio degli uccelli migratori e le relative postazioni di birdwatching.

Questo cammino all’aria aperta tra natura, silenzio e archeologica è un’esperienza unica nel suo genere.

Il turismo alternativo del Cammino naturale dei Parchi

itinerari a piedi lezio e abruzzo

Chi percorre i cammini sa che si tratta di un tipo di turismo lento, alla riscoperta dei territori, della natura e dei piccoli borghi che si incontrano lungo il percorso.

Un’esperienza per la quale occorre dedicare il giusto tempo ed il giusto spirito.

Il Cammino naturale dei Parchi è un percorso all’aria aperta attraverso realtà radicate nel territorio, non solo agropastorali ma anche culturali ed enogastronomiche.

Lungo le tappe del Cammino naturale dei Parchi è possibile incontrare anche piccole perle di interesse culturale, come la Biblioteca Casa Museo di Angelo di Mario a Vallecupola (RI).

Con i suoi 9.000 volumi la biblioteca promuove la conoscenza delle opere e degli scritti di Angelo Di Mario, scultore, poeta ed etruscologo.

Le credenziali del Cammino naturale dei Parchi

Come tutti i cammini anche quello dei parchi ha le sue speciali credenziali, ossia dei marchi o timbri che attestano il numero di tappe raggiunte dal singolo viaggiatore.

Per completare il proprio diario è stato infatti predisposto un apposito box presente sul sito internet, che permette di inviare una richiesta delle specifiche credenziali.

Una volta completato il diario si avrà diritto ad un piccolo gadget del Cammino naturale dei Parchi.

Vi auguro un buon cammino.