Borghi del Lazio: tre luoghi che vi faranno sognare

Di Donatella Gazzé, travel blogger

La magia dei borghi del Lazio meno noti, fermi nel tempo, riassunta in tre territori che forse non conosci, ma dovresti.

Quando si parla della regione Lazio la prima città che ci viene in mente è senza dubbio Roma; la capitale attira ogni anno milioni e milioni di turisti da ogni parte del mondo. La sua bellezza e la sua storia è indiscutibile, ma il territorio della regione laziale nasconde anche altri piccoli luoghi da sogno, i Borghi.

Cittadine rimaste ferme ad un tempo passato, antichi castelli, natura incontaminata, paesaggi da lasciare senza fiato, è anche questo il nostro Lazio, piccole realtà che vi riportano indietro nel tempo, al tempo degli etruschi o nell’antico medioevo. 

Civita di Bagnoregio, la città che muore

Civita di Bagnoregio. ph. Donatella Gazzé

A metà strada tra Orvieto e il Lago di Bolsena si trova Civita di Bagnoregio, una cittadina chiamata ‘la città che muore’ per via della costante erosione delle rocce di tufo su cui sorge. Questa piccola perla tra i borghi del Lazio rientra tra quelli più belli d’Italia; fondata dagli Etruschi più di 2.500 anni fa. Già loro erano a conoscenza del terreno molto fragile tanto da mettere in pratica alcuni accorgimenti per proteggerla dai terremoti, arginando i fiumi e costruendo dei canali di scolo per le acque piovane. Anche i Romani proseguirono le opere, ma presto la città venne abbandonata.

Per raggiungere Civita di Bagnoregio bisogna attraversare un ponte sospeso lungo 300 mt che la collega alla città di Bagnoregio, luogo dove bisogna lasciare le auto, acquistare il biglietto (costo 5 euro), per proseguire solo ed esclusivamente a piedi. Arrivati all’entrata del Borgo vi ritroverete nella pizza principale con la sua Chiesa romanica di San Donato restaurata nel XVI secolo. All’interno sono custodite opere della scuola di Donatello e del Perugino.

Una leggenda narra che San Francesco soggiornò a Civita curando dalla morte un giovane, Giovanni di Fidanza. La madre di questo ragazzo promise al Santo che il figlio sarebbe diventato frate e così egli diventò Frate Bonaventura da Bagnoregio; è possibile visitarne la tomba scavata a strapiombo su un muro di tufo: la grotta di San Bonaventura. All’interno del Borgo ci sono diversi bar, ristorantini tipici, b&b e negozi di artigianato, ma gli abitanti sono solo 11, l’atmosfera che si vive stando li, percorrendo ogni singola stradina è davvero magica e surreale.

Nemi, il paese delle fragole

Lago di Nemi. ph- Donatella Gazzé

All’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani, sorge il piccolo borgo di Nemi a cui è stata assegnata la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. Il borgo è noto per le sue fragoline, coltivate lungo il suo lago e alle quali si organizza ogni anno una sagra, la prima domenica di giugno. Un luogo incantevole che non potete non visitare almeno una volta.

Secondo una leggenda, le fragoline di bosco di Nemi nacquero dalle lacrime versate da Venere per la morte di Adone, poi trasformate in cuori rossi. Pare che queste fragole avessero, quindi, dei poteri magici. Vengono utilizzare per la produzione di prodotti tipici locali, come confetture, liquori, torte ed anche la birra.

Come testimonianza del passato romano di questo luogo vi sono ancora i resti del Tempio di Diana Aricina;  per raggiungerlo bisogna percorrere il “Sentiero del Tempio di Diana”, lungo circa 2km che scende direttamente al lago. Salendo, invece, per i vicoli del paese si può ammirare la chiesa cinquecentesca di Santa Maria del Pozzo, una tra le più grandi e belle chiese dei Castelli Romani.

Calcata, il borgo delle streghe

Calcata, borgo delle streghe. ph. Donatella Gazzé

Calcata è un piccolo Borgo a soli 40 km da Roma, ma ha conservato tutte le sue caratteristiche storiche e naturali nel tempo. Il centro storico è arroccato su una montagna di tufo e domina tutta la Valle del fiume Treja. Al borgo si accede da un’unica porta principale, varcandola si fa davvero un viaggio indietro nel tempo. Sulla piazza si possono ammirare il Castello degli Anguillara, con la sua caratteristica torre ghibellina e la seicentesca Chiesa del SS. Nome di Gesù.

Il Borgo ha da sempre affascinato tantissimi artisti, tanto da essere chiamato ‘il Borgo degli artisti’ proprio per il numero di creativi di ogni tipo che vivono e lavorano nel paesino. Anche Calcata come Nemi ha ottenuto il riconoscimento di Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. Dal paese si può accedere a diversi percorsi naturalistici sia a piedi, ma anche a cavallo.

Calcata è considerato uno dei migliori esempi in Italia di paese fortificato naturalmente; infatti il borgo è difeso dalla morfologia stessa dell’ambiente naturale. All’interno del paese non vi è la linea telefonica e i cellulari non prendono, nelle giornate più grigie e piovose l’atmosfera diventa quasi spettrale tanto che per molti il paese è abitato dalle streghe. Motivo per cui nella notte di Halloween si riempie di persone in maschera e decorazioni a tema fantasy. Sicuramente l’atmosfera che si vive visitando il paesino rende Calcata magica e differente da ogni altro luogo. 

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